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venerdì 27 agosto 2010

Corsi di costruzioni sostenibili con Paea

PAEA - Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente - è una associazione ceh promuove lo sviluppo, la crescita e lo scambio personale e culturale perseguendo finalità di tutela ambientale e utilità sociale.

Su richiesta, Paea attiva corsi tecnici e divulgativi per professionisti e per tutti gli interessati alle tematiche del costruire sostenibile, della bioedilizia, del risparmio energetico e delle rinnovabili.
Le giornate formative sono realizzate da professionisti del settore e prevedono, insieme all'esposizione teorica dimostrazioni pratiche e visite guidate a cantieri o a zone di particolare interesse.
Gli incontri si possono seguire anche singolarmente e salvo diversa indicazione sono aperti alla partecipazione di interessati, anche se non addetti ai lavori.

Ecco alcuni esempi dei corsi proposti:

Energie rinnovabili
* Geotermia a bassa entalpia
* Impianti solari termici
* Impianti fotovoltaici
* Impianti micro-eolici
* Impianti micro-idroelettrici
* Impianti di cogenerazione e trigenerazione

Bioedilizia
* Case in legno
* Case in balle di paglia
* Materiali isolanti naturali
* Riqualificazione di una casa in muratura

Efficienza energetica
* Tenuta all'aria dell'edificio e Blower Door Test
* Ponti termici e la termografia ad infrarosso
* Diagnosi energetica con termocamera a infrarosso
* Case passive

Il sito web dell'associazione è www.paea.it.

martedì 4 maggio 2010

Google si lancia nell'eolico in Nord Dakota

Anche Google investe nelle energie alternative!
Il gigante dell'informatica ha infatti annunciato l'acquisto di due parchi eolici in Nord Dakota per un investimento di 38,8 milioni di euro, circa 30,3 milioni di euro.

I due parchi, sviluppati da NextEra Energy Resources, in totale producono 169,5 megawatt di potenza, abbastanza per alimentare più di 55.000 case. Nella costruzione sono state utilzzate turbine di ultima generazione che permettono di ottimizzare al massimo la produzione di energia pulita, 113 torri eoliche alte 80 metri, collegate alla linea di trasporto per l'energia esistente, dove è stato ridotto il consumo di combustibili fissili.

Google finanzia anche due start-up delle energie alternative: eSolar (energia solare) e Altarock (energia geotermica).

mercoledì 18 marzo 2009

Centrali a biomasse? Non nel mio cortile

"Le centrali a biomasse sono tra gli impianti più innocui sulla Terra. Per produrre elettricità bruciano pezzi di alberi a crescita rapida, come i pioppi, e scarti di potature: tutta roba pulita e rinnovabile. Per i contadini sarebbero un affare, perché trasformano in guadagno il costo dello smaltimento dei residui. Anche per gli abitanti dei comuni interessati potrebbero essere un’opportunità, visto che significano posti di lavoro e spesso sconti sulla bolletta della luce. Eppure, in Italia perfino le piccole e inoffensive centrali a legna sono combattute come il diavolo. Da Atena Lucana, in provincia di Salerno, a Zinasco, nel Pavese, sono 52 gli impianti elettrici di quel tipo contestati. È un fenomeno nuovo e sconcertante perché le centrali a biomasse, così come le altre a energia rinnovabile (idroelettriche, solari, geotermiche ed eoliche), fino a non molto tempo fa erano considerate virtuose e non solo accettabili ma addirittura richieste, quindi fornite di uno speciale lasciapassare ecologistico, una specie di bollino verde.
Da qualche tempo, invece, gruppi di talebani della «difesa del territorio», spesso minuscoli ma bellicosi, hanno cominciato a trattare da nemiche perfino le energie rinnovabili. Riuscendo a bloccarle, spesso trovando alleati tra politici e amministratori locali, sovente agendo anche a dispetto di questi ultimi, oltre che contro gli ambientalisti più ragionevoli e la maggioranza della popolazione, in genere estranea alle proteste o proprio contraria. Il cambiamento di approccio è stato colto e censito dal Nimby Forum (”Not in my backyard” significa: non nel mio cortile), organizzazione che da anni tiene sotto osservazione il delicato rapporto tra le comunità da una parte e dall’altra le istituzioni, le aziende e gli enti che promuovono la costruzione delle infrastrutture. Nel rapporto 2008, che viene presentato ufficialmente giovedì 12 marzo e che Panorama ha letto in anteprima, il Nimby Forum ha individuato 67 impianti a energie rinnovabili contestati in Italia, un grosso numero. E una tendenza preoccupante, proprio nel momento in cui si torna a parlare di energia atomica: “L’Italia si avvia verso il più grande caso Nimby mai osservato, quello sul nucleare” prevede Alessandro Beulcke, presidente del Forum. (Da panorama)

mercoledì 4 febbraio 2009

La new “Green Economy”

In America, complice la grande crisi che sta mettendo in ginocchio l'intera economia, dopo mesi di rialzi del costo del petrolio e allarmanti notizie sui cambiamenti climatici, la problematica energetica ha guadagnato il privilegio e l'onere di diventare argomento cruciale per l'americano medio che, anche con questi risultati elettorali, ha dimostrato di chiedere un cambiamento di rotta chiaro. Tra le priorità annunciate da Obama c'è invece l'esigenza di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili di paesi instabili attraverso lo sviluppo di fonti di energia alternative, sostenuto da un fondo di 150 miliardi di dollari per il prossimo decennio. Non solo. Il piano è più ambizioso: ridurre le emissioni dell'80% entro il 2050, con costi per le aziende inquinanti ma con innegabili ritorni per le famiglie e per l'economia in generale. C'è la volontà di investire nella rete di trasporto pubblico, di ridurre la bolletta energetica in capo a famiglie ed aziende ma anche di aumentare l'occupazione, grazie alla creazione di nuovi di posti di lavoro nei settori green (bio-carburanti in primis). Una sinergia tanto più promettente perché si può basare sulle quelle che sono da sempre i punti di forza del sistema industriale americano: ricerca, innovazione, imprenditorialità. È un primo passo, un passo nella direzione giusta. Ma attenzione agli entusiasmi troppo facili: per vincere la s*da che abbiamo di fronte, per rallentare il cambiamento climatico rendendolo compatibile con la sopravvivenza della nostra società, bisogna fare di più. Jeremy Rifkin, il presidente della Foundation on Economic Trends, accoglie con prudente soddisfazione l'annuncio della nuova politica energetica di Obama. Sempre secondo Rifkin, oltre alle centrali elettriche bisogna puntare sugli altri due pilastri della terza rivoluzione industriale. Prima di tutto intervenire sugli edi*ci non solo per limitare gli sprechi ma per compiere un salto tecnologico più impegnativo. Case e uf*ci devono produrre energia, non consumarla. Ormai la tecnologia per arrivare a questo risultato è a portata di mano: coibentazione, pannelli solari che avvolgono l'edi*cio, geotermia, energia dai ri*uti e anche il mini-eolico faranno sì che le case si trasformino in micro centrali elettriche. Lovins è convinto che anche nella produzione energetica la rivoluzione sia già a buon punto. Un sesto della produzione mondiale di elettricità e un terzo di quella installata nel 2007 è derivata dalla microproduzione. Un dato che in pochi capiscono. La cogenerazione e le rinnovabili nel 2005 hanno aggiunto alla produzione mondiale quattro volte la quantità di elettricità immessa e undici volte la capacità di generare elettricità del nucleare, ma i fan dell'atomo continuano a dire che sono cifre piccole, limitate, e che ci vorranno decenni perché siano competitive. (Dal Sole 24 Ore)