mercoledì 1 giugno 2011

Lectio magistralis per i vincitori degli Eni Award 2011

Il 9 giugno si terrà la Lectio Magistralis dei vincitori dell'edizione 2011 dell'Eni Award, il premio istituito dalla società guidata da Paolo Scaroni per sviluppare idee innovative per un migliore utilizzo delle fonti energetiche, per promuovere la ricerca sull'ambiente e per valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Alle 10.30 a Roma, al Centro Congressi Eni (piazzale Mattei, 1 – ingresso da viale dell'Arte – Roma) danno inizio alla staffetta virtuale di incontri i due premiati ex aequo per le "Nuove frontiere degli idrocarburi" Gabor A. Somorjai e Martin Landrø e il premio debutto nella ricerca Simone Gamba. Somorjai e Landrø terranno la loro lectio magistralis rispettivamente sulla catalisi selettiva per la conversione di idrocarburi attraverso monoparticelle metalliche monodisperse e sui metodi geofisici quadridimensionali per tecniche di recupero assistito di idrocarburi e monitoraggio di stoccaggio geologico di CO2. Per Simone Gamba il tema è la modellazione cinetica e aspetti termodinamici del processo di Hydrocracking degli idrocarburi.

Alle 11.30 a Catania presso l'Aula Magna dell'Università degli studi (Piazza Università, 2) Il premio protezione dell'ambiente Jean-Marie Tarascon tiene la sua lectio magistralis sui nuovi elettrodi ottenuti attraverso processi eco-efficienti per lo sviluppo di batterie Li-ion più "verdi" e sostenibili, in grado di accrescere l'utilizzo di energie rinnovabili e incentivare lo sviluppo della mobilità elettrica.

A chiudere il ciclo di lectio magistralis sono Gregory Stephanopoulos, premio energie rinnovabili e non convenzionali, e Fabrizio Frontalini, premio debutto nella ricerca. Alle 12, a Urbino presso l'aula magna Campus Scientifico (Ex Sogesta), Università degli Studi (località Crocicchia – via Ca Le Suore 2/4 – Urbino) Stephanopoulos racconta la sua ricerca basata dell'ingegnerizzazione di microrganismi per la produzione di biocombustibile da risorse rinnovabili, mentre Frontalini esporrà le sua ricerca sulla specie marina benthic foraminifera come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.

martedì 17 maggio 2011

Eni: Paolo Scaroni firma l'accordo per l'ingresso nello sviluppo dei giacimenti a gas di Heron e Blackwood nel Nord dell'Australia

Paolo Scaroni, l'amministratore delegato di Eni, ha firmato un accordo con MEO Australia per l'ingresso nello sviluppo dei giacimenti a gas di Heron e Blackwood, situati nel permesso NT/P68, nel Mar di Timor, nel nord dell'Australia.

L'accordo prevede che Eni ottenga il 50% nel giacimento di gas di Heron attraverso il finanziamento della perforazione di due pozzi nella zona. Eni può recedere dal contratto dopo la perforazione del primo pozzo.

Eni ha un'ulteriore opzione per ottenere il 50% nel giacimento a gas di Blackwood attraverso l'acquisizione di rilievi sismici 3D su almeno 500 Km quadrati e la perforazione di un pozzo nell'area.

L'accordo, inoltre, stabilisce per Eni l'opzione di acquisire un ulteriore 25% nei giacimenti attraverso il finanziamento del programma di opere necessarie per raggiungere la Final Investment Decision (FID) per i giacimenti di Heron, di Blackwood o di entrambi. Una volta completata la transazione, Eni effettuerà un pagamento una tantum a MEO.

Eni Australia sarà l'operatore del permesso NT/P68 con una quota del 50%, la stessa che avrà MEO.

Questo accordo rappresenta per Eni una significativa opportunità in linea con la strategia dell'azienda di aumentare la propria presenza in Australia e, più in generale, nella regione del sud-est asiatico attraverso la crescita sia organica sia attraverso acquisizioni di scoperte di idrocarburi di rapido sviluppo e produzione.

Eni è entrata in Australia nel 2000 ed è operatore del giacimento a olio di Woollybutt (65%), del progetto Blacktip (100%) e del progetto di sviluppo Kitan (40%), ed è partner del giacimento a gas e liquidi di Bayu Undan e di Darwin LNG (10,99%). Eni ha, inoltre, interessi in 13 permessi di esplorazione e licenze di produzione in Australia, Timor Est, e nella Joint Petroleum Development Area, di cui 10 in qualità di operatore, per una superficie complessiva di circa 50.000 Km quadrati.

giovedì 28 aprile 2011

Idrocarburi: Paolo Scaroni firma accordo con Sonatrach

Eni e Sonatrach hanno firmato oggi un accordo di cooperazione per lo sviluppo di idrocarburi non convenzionali, con particolare interesse per lo "shale gas" rafforzando ulteriormente la stretta collaborazione tra le due società.

Data la vasta esperienza nell'esplorazione e produzione di idrocarburi non convenzionali, Eni e Sonatrach svilupperanno insieme le attività volte a valutare la fattibilità tecnica e commerciale, l'esplorazione e lo sfruttamento dello "shale gas".

Sulla base delle valutazioni già espresse, la società guidata da Paolo Scaroni conferma l'alto potenziale presente in Algeria di "shale gas" che Eni e Sonatrach si impegnano a esplorare e sviluppare. Questo permettera' a entrambe le societa' di effettuare importanti scoperte che andranno a rafforzare ulteriormente le prospettive di crescita del gas nel paese.

Eni è presente in Algeria dal 1981. L'attuale produzione giornaliera equity è di 75.000 barili al giorno. In Algeria Eni partecipa in 24 licenze già in produzione, 8 in fase di sviluppo e una in fase di esplorazione.

sabato 2 aprile 2011

Eni e gli idrocarburi: nuova scoperta della società guidata da Paolo Scaroni

Eni, la società guidata da Paolo Scaroni, ha effettuato una nuova importante scoperta di idrocarburi. Stavolta nel Mare di Barents norvegese, circa 150 chilometri a nord ovest del giacimento petrolifero di Goliat. La scoperta, denominata Skrugard, è stata effettuata attraverso il pozzo esplorativo 7220/8-1, il primo perforato nella licenza PL532 assegnata nel 2009 nel ventesimo round internazionale norvegese.

Il pozzo è stato perforato in una profondità d'acqua di 373 metri e ha evidenziato una significativa colonna di idrocarburi. Le operazioni di perforazione sono in corso di completamento. Il pozzo esplorativo raggiungerà una profondità totale di 2.250 metri.

I dati e i campioni acquisiti hanno provato la presenza di una colonna di gas di 33 metri e di una colonna di olio pari a 90 metri. Le risorse recuperabili sono stimate in via preliminare tra 150 e 250 milioni di barili di olio equivalente. A breve sarà definita una campagna di delineazione della scoperta.

La licenza esplorativa presenta inoltre un elevato potenziale minerario addizionale, che sarà oggetto di indagine attraverso la perforazione di nuovi pozzi esplorativi. Si stima infatti che la licenza consentirà di produrre fino a 250 milioni di barili di olio equivalente aggiuntivi, raggiungendo un potenziale complessivo di 500 milioni di barili.

La Joint Venture della licenza e' costituita da Statoil Petroleum AS (50%, operatore), Eni (30%) e Petoro AS (20%).

Eni e' presente in Norvegia dal 1965 e oggi produce nel paese circa 130.000 barili di olio equivalente al giorno come propria equity. Eni, che opera in Norvegia attraverso Eni Norge, e' inoltre operatore per lo sviluppo del primo progetto petrolifero nelle acque del Mare di Barents, l'importante scoperta di Goliat, e dello sviluppo del giacimento a gas di Marulk, nel Mare di Norvegia. Nel paese, inoltre, Eni detiene partecipazioni in diverse altre licenze esplorative e giacimenti in sviluppo e produzione, tra cui i campi Ekofisk, Norne, Åsgard, Heidrun, Kristin, Mikkel e Urd.
Questa rilevante scoperta rafforza ulteriormente la presenza di Eni in Norvegia e ne sancisce il ruolo di principale player, insieme a Statoil, nell'esplorazione e nello sviluppo delle risorse del mare di Barents. L'importante successo conferma infine il ruolo chiave del paese nella strategia di crescita organica di Eni.