venerdì 13 luglio 2012
Il variare del clima
Alcune conseguenze di questa variabilità sono le fluttuazioni periodiche nella temperatura e nelle modalità di precipitazione. Oltretutto, l’aumento della concentrazione dei gas serra sta causando un aumento della temperatura globale. Come si può immaginare le zone maggiormente colpite da questo fenomeno sono le aree urbane, sia a causa dei cambiamenti che si sono verificati nelle coperture dei terreni sia per il consumo di energia che avviene nelle aree densamente sviluppate. Le cause dell’aumento generale delle temperature non sono date solo da fenomeni naturali: questi cambiamenti sono causati soprattutto dalle attività umane.
L’innalzamento della temperatura ha però anche importanti effetti a livello meteorologico. Aumentandola temperatura aumenta, di conseguenza, anche l’evaporazione perciò l’inasprimento dell’effetto serra porterà ad una crescita delle precipitazioni e ad una maggiore frequenza delle tempeste di forte intensità. Inoltre, in varie regioni delle zone tropicali ci saranno siccità più frequenti date dal maggior calore che porta a una riduzione dell’umidità. Bisogna però anche soffermarsi sulle condizioni climatiche europee future. Si pensa che lo scioglimento dei ghiacci artici, provocato dal riscaldamento globale, provocherà un potenziamento delle correnti oceaniche provenienti dall’Artico. Queste causeranno la deviazione della Corrente del Golfo del Messico che si protrae fino alle coste dell’Europa Occidentale contribuendo a mitigare le temperature del nostro continente. La mancanza di questo riscaldamento potrebbe portare l’Europa nel nord verso un raffreddamento.
In ogni caso si è scoperto che, mentre la maggior parte della terra si sta riscaldando, le regioni che sono sottoposte alla ricaduta delle emissioni di biossido di zolfo si stanno in genere raffreddando. Le nuvole di solfati atmosferici prodotti dalle emissioni industriali raffreddano l’atmosfera perché riflettono la luce solare verso lo spazio ed attenuano l’effetto dell’incremento della concentrazione dei gas serra; comunque i solfati hanno una permanenza atmosferica molto bassa e la loro presenza varia nelle diverse zone della Terra.
giovedì 5 luglio 2012
Per gli americani il clima non è piu' una priorità
è quanto riporta il Corriere della Sera:
"Solo il 18% li considera il problema piu' grave, mentre il 29% ha scelto l'inquinamento dell'aria e dei corsi d'acqua. Un dato sorprendente se si considera che nel luglio 2008 le conseguenze del riscaldamento globale erano viste come la sfida piu' grande dal 25% del campione intervistato, dal 33% nel 2007. Il sondaggio e' stato condotto dal 13 al 21 giugno da Washington Post-Stanford University, qualche giorno prima del caldo record che ha dapprima dato vita a una tempesta di fulmini e poi causato un blackout che ha lasciato senza elettricita' milioni di persone. Secondo il Washington Post, la causa principale del ridimensionamento della priorita' data dagli americani alla questione climatica sarebbe il basso profilo tenuto da Barack Obama in vista delle elezioni presidenziali di novembre."
giovedì 10 maggio 2012
La lampadina a led conviene: ecco perché
E come non badare al risparmio in termini di denaro?
Le lampadine a led, infatti, permettono un risparmio energetico imbattibile. Abbattono i costi della bolletta del 75-80%. Da non sottovalutare il risparmio in termini di CO2 che si attua grazie all'acquisto: 33 chilogrammi all’anno in meno rispetto a una lampadina a incandescenza da 60 watt.
giovedì 6 ottobre 2011
Duemila alberi nel cuore di Milano
Scrive il Corriere:
"Due nuovi spazi verdi nei tratti che collegano piazza Giulio Cesare alla fermata della metropolitana di Amendola e lungo viale Belisario, Cassiodoro e Berengario. Con piante «autoctone», panchine, colonnine per le auto elettriche e un percorso pedonale. Sono i parterre inaugurati ieri dall' assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran e dall' architetto Roberto Russo, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione di CityLife.
La riqualificazione, costata circa un milione di euro rientra infatti nel progetto CityLife che, oltre le torri di Isozaki, Hadid e Libeskind, vedrà ultimati nel 2012 i primi 40 mila metri quadri del Parco e i restanti 130 mila nel 2015. Il progetto porta la firma dello studio londinese Gustafson Porter. E se la manutenzione dei parterre sarà per i primi cinque anni a carico di CityLife, Maran ha spiegato come l' intero Parco «diventerà il terzo polmone verde della città, raggiungibile anche con la linea 5 della metro in fase di costruzione dalla stazione Garibaldi a San Siro». Poi attenzione alle aree gioco con spazi per i bambini. Obiettivo è la creazione di un quartiere a emissioni zero. O, quanto meno, che tenda allo zero. Per gli uffici e le abitazioni niente caldaie. Solo teleriscaldamento, pompe di calore alimentate ad acqua di falda e pannelli fotovoltaici. Mentre il Parco e i parterre permetteranno, grazie agli alberi già piantumati e da piantare un risparmio di 40 mila chili all' anno di emissioni di anidride carbonica. Con l' idea, in futuro, di congiungere la pista ciclabile che passa da piazza Giovanni Amendola a quella che costeggia il Parco Sempione."
Per saperne di più sul progetto del nuovo parco, leggi qui >>
venerdì 10 giugno 2011
I vincitori dell'Eni Award 2011 a Torino
Dopo le lectio magistralis tenute dai vincitori delle varie sezioni del premio a Roma, Catania e Urbino, Gabor A. Somorjai e Martin Landrø, premio ex aequo Nuove frontiere degli idrocarburi, insieme a Gregory Stephanopoulos, premio Energie rinnovabili e non convenzionali, Jean-Marie Tarascon, premio Protezione dell'ambiente, e i due vincitori del premi Debutto nella ricerca, Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, partecipano a un talk show per raccontare le loro ricerche.
All'evento, moderato da Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze, La Stampa, partecipano anche Ezio Pelizzetti, rettore dell'Università degli studi di Torino e Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. L'incontro è l'occasione per presentare alla platea, composta anche da studenti delle scuole primarie e del mondo universitario, le ricerche che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.
I premiati stimolati dalle domande, sono chiamati a raccontare le loro ricerche e la loro applicazione nella vita quotidiana, per contribuire significativamente a migliorare le modalità di consumo dell'energia.
Somorjai spiega la sua ricerca sulla messa a punto di nuovi catalizzatori utilizzati nei processi di cracking petrolifero, tecnologia chiave per garantire la resa e la qualità dei carburanti, mentre Landrø racconta in cosa consiste lo sviluppo e l'applicazione dell'analisi sismica 4D, che consente di determinare le modifiche cui sono soggetti nel tempo i giacimenti di petrolio e gas e di gestirne lo sviluppo produttivo in modo da incrementare significativamente il fattore di recupero degli idrocarburi.
Gregory Stephanopoulos parla della sua ricerca orientata alla produzione di biocarburanti di seconda generazione, non in competizione con il settore alimentare e Jean Marie Tarascon commenta le sue ricerche volte a sviluppare batterie ad alte prestazioni e di costo contenuto per la diffusione di veicoli elettrici nel settore della mobilità.
Gli "under 30" Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, che parlano dei loro studi sull'interpretazione e modellazione del processo di hydrocracking degli idrocarburi e sulla ricerca della specie marina benthic foraminifera, come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.
L'evento può essere seguito anche in live streaming sulla pagina http://eni.iwebcasting.it/eniaward2011
mercoledì 1 giugno 2011
Lectio magistralis per i vincitori degli Eni Award 2011
Alle 10.30 a Roma, al Centro Congressi Eni (piazzale Mattei, 1 – ingresso da viale dell'Arte – Roma) danno inizio alla staffetta virtuale di incontri i due premiati ex aequo per le "Nuove frontiere degli idrocarburi" Gabor A. Somorjai e Martin Landrø e il premio debutto nella ricerca Simone Gamba. Somorjai e Landrø terranno la loro lectio magistralis rispettivamente sulla catalisi selettiva per la conversione di idrocarburi attraverso monoparticelle metalliche monodisperse e sui metodi geofisici quadridimensionali per tecniche di recupero assistito di idrocarburi e monitoraggio di stoccaggio geologico di CO2. Per Simone Gamba il tema è la modellazione cinetica e aspetti termodinamici del processo di Hydrocracking degli idrocarburi.
Alle 11.30 a Catania presso l'Aula Magna dell'Università degli studi (Piazza Università, 2) Il premio protezione dell'ambiente Jean-Marie Tarascon tiene la sua lectio magistralis sui nuovi elettrodi ottenuti attraverso processi eco-efficienti per lo sviluppo di batterie Li-ion più "verdi" e sostenibili, in grado di accrescere l'utilizzo di energie rinnovabili e incentivare lo sviluppo della mobilità elettrica.
A chiudere il ciclo di lectio magistralis sono Gregory Stephanopoulos, premio energie rinnovabili e non convenzionali, e Fabrizio Frontalini, premio debutto nella ricerca. Alle 12, a Urbino presso l'aula magna Campus Scientifico (Ex Sogesta), Università degli Studi (località Crocicchia – via Ca Le Suore 2/4 – Urbino) Stephanopoulos racconta la sua ricerca basata dell'ingegnerizzazione di microrganismi per la produzione di biocombustibile da risorse rinnovabili, mentre Frontalini esporrà le sua ricerca sulla specie marina benthic foraminifera come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.
sabato 18 dicembre 2010
Prodotti alimentari di stagione: più ecologici... e non solo!
Seguire la stagionalità dei cibi permette di usare meno pesticidi, consumare meno energia e produrre meno emissioni inquinanti per il riscaldamento delle serre, per la loro conservazione nel caso si tratti di prodotti colti e messi poi a maturare in grandi celle frigorifere e per il loro trasporto nel momento in cui provengono da altri Paesi.
Motivi economici
Comprando frutta e verdura di stagione si risparmia anche sul portafogli.
Motivi nutrizionali
I prodotti di stagione sono più freschi e dunque più nutrienti.
Ma un ottimo motivo è anche che, molto semplicemente, i prodotti di stagione sono più buoni! ;-)
(da Luigi Vianello: Quattro ottimi motivi per mangiare prodotti di stagione)
mercoledì 1 dicembre 2010
Cartucce per stampanti - anche esaurite valgono ancora
Possono infatti essere smaltite negli Eco Point che si trovano nei punti vendita.
Cerca il pannello con il logo di Legambiente all’interno dei negozi di cartucce per stampanti Eco Store: ci troverai l'Eco Point, un vero e proprio centro di raccolta presso il quale potrai portare e smaltire le tue cartucce per stampanti vuote.
* Per le cartucce per stampanti ink-jet rigenerabili riceverai in cambio 1 euro.
* Per le cartucce per stampanti non rigenerabili riceverai invece una salvietta per il monitor del PC.
In questo modo, nei negozi di cartucce Eco Store, potrai dare valore alle cartucce per stampanti vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.
L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con Legambiente.
Il rapporto con Legambiente nasce nel 2005 con la sponsorizzazione dell’edizione italiana di Clean Up the World, “Puliamo il mondo”. Da allora l’associazione sponsorizza Eco Store nei progetti legati alla sostenibilità ambientale, alla volontà di produrre meno rifiuti possibile e di smaltirne correttamente il più possibile.
Eco Store, da sempre attenta al processo di rigenerazione delle cartucce per stampanti esauste, mette in campo ogni anno, nuove azioni volte al riuso e al corretto smaltimento dei vuoti.
Nei negozi Eco Store, infatti, i clienti hanno diverse possibilità per dare valore alle cartucce vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.
* Le cartucce per stampanti che non si possono ricaricare possono essere smaltite nell’Eco Point.
* Le cartucce per stampanti ricaricabili possono essere riutilizzate fino a 5 volte, ricaricandole con l'innovativo sistema professionale Ink Evolution.
* Sono disponibili infine Kit di ricarica per cartucce per stampanti ink jet che consentono, con meno di 3 euro, la ricarica “fai da te” delle cartucce a getto d’inchiostro.
Maggiori informazioni su www.ecostore.it.
lunedì 29 novembre 2010
Vas Lombardia: immissioni ed emissioni sostenibili
L'iniziativa si svolge con il contributo di Fondazione Cariplo, della Regione Lombardia, della
Provincia di Milano e con il patrocinio di Camera di Commercio e della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea.
La partecipazione è gratuita.
Qui si può scaricare la scheda iscrizione:
Per informazioni e iscrizioni:
Vas Lombardia
Via Passerini 18 Milano
Tel. 02 66104888
Fax 02 89076020
segreteria@vaslombardia.org
www.vaslombardia.org
venerdì 26 novembre 2010
Dalle cartucce per stampanti alle batterie elettriche: non si butta via niente nella “Settimana europea dei rifiuti”
Sono tanti i prodotti che alla fine del loro ciclo di vita possono ancora essere valorizzati.
Ogni anno l’Unione Europea dedica una settimana a eventi, spettacoli e convegni su come ridurre i nostri rifiuti.
La “Settimana europea dei rifiuti” cade quest'anno dal 20 al 28 novembre. La novità 2010 sarà un flash mob, BatucaMob, che mette insieme ritmi brasiliani e rispetto per l’ambiente.
Negli ultimi 40 anni il peso dell'immondizia prodotta dalle famiglie europee è raddoppiato, e non sembra voler diminuire.
L’Ue chiede di fare piccoli gesti quotidiani. E ne consiglia anche alcuni, da adottare in ufficio a scuola oppure a casa, come fare il compost con i rifiuti biodegradabili; riusare e riparare oggetti d’uso quotidiano. O ancora portarsi la merenda da casa, in appositi contenitori; scrivere sempre sui due lati del foglio, è consigliabile anche usare la posta elettronica rispetto al fax; e dare indietro le cartucce per stampanti per farle ricaricare.
Certo una grossa responsabilità di quello che finisce nei cassonetti è dovuto al packaging delle aziende: vere e proprie matrioske di imballaggi, di cui la maggior parte sono di plastica, che complicano la gestione di quello che potrebbe essere riciclato. Allora ecco che il Conai ha stilato un decalogo di consigli per chiarire le idee su come differenziare al meglio.
Non basta però. L’Ue ha dichiarato guerra ai rifiuti su cinque diversi fronti, legati ad altrettante iniziative.
- “Troppa Immondizia” è il primo, e vuole far conoscere l’impatto ambientale ed economico della crescita “industriale” dei rifiuti.
- Poi c’è “Produrre Meglio” che vuole incoraggiare le imprese a ridurre gli scarti.
- “Consumare Meglio” invece si rivolge ai consumatori con attività di informazione.
- Prima di condannare a morte un prodotto valutiamo se è possibile usarlo in altro modo, questa è l’idea di “Lunga vita ai prodotti” che promuove il riuso.
- Infine “Meno rifiuti gettati via” presenta le soluzioni per diminuire l’immondizia, magari facendo più attenzione alle date di scadenza.
martedì 7 settembre 2010
Le 10 forme di inquinamento peggiori
"Viviamo nell’era dello Squilibrio Naturale - scrive Serena Bianchi - siamo in troppi, consumiamo risorse in quantità sempre crescente e i rifiuti invadono il Pianeta. L’energia impiegata per alimentare l’attuale sistema produttivo mondiale, ha sempre un sottoprodotto di scarto. E’ il principio del “nulla si crea e nulla si distrugge ma, tutto si trasforma”. In cosa? Ecco una lista delle 10 peggiori forme di inquinamento nel Mondo e i loro effetti sull’uomo".
Ed ecco la classifica:
1) Riversamenti di petrolio
2) radioattività
3)Inquinamento urbano
4) Avvelenamento da mercurio
5) Gas serra
6) Inquinamento farmacologico
7) Plastica
8) Acque reflue contaminate
9) Avvelenamento da piombo
10) Inquinamento agricolo
Per leggere l'articolo: http://www.greenme.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2903&Itemid=355
venerdì 11 giugno 2010
Assicurazione Alleanza Toro e Legambiente, insieme per l’ambiente
Dopo tanto parlare del nuovo board di Generali, con Cesare Geronzi presidente, ecco una nuova notizia sul gruppo assicurativo, stavolta a tema ecologico.
Alleanza Toro, in collaborazione con Legambiente ha deciso infatti di dare il suo contributo alla salvaguardia del Pianeta con il progetto "Toro eco casa".
Dal 18 maggio 2010 al 18 ottobre 2010, per ogni polizza assicurativa acquistata verrà piantato un albero nelle varie città italiane.
L’amministratore delegato di Alleanza Toro Luigi de Puppi ha così commentato la decisione:
"Il cambiamento climatico, i danni causati dall’inquinamento, la necessità di gestire in modo più responsabile le risorse naturali, sono problematiche che rendono sempre più viva la volontà di agire a favore dell’ambiente, e Alleanza Toro, crede fortemente nello sviluppo delle energie rinnovabili, convinta che la salvaguardia dell’ambiente sia una scelta irrinunciabile per costruire un futuro migliore, come dimostrano i nostri prodotti nati dalla crescente domanda del mercato per questo tipo di coperture assicurative e per tutelare chi si riconosce in questi valori".
(da http://assicurazioniebanche.blogspot.com/2010/05/assicurazione-alleanza-toro-e.html)
giovedì 20 maggio 2010
I cambiamenti climatici minacciano la salute degli italiani
Secondo le previsioni elaborate dai ricercatori per il bacino mediterraneo si prospettano giornate di fuoco: nel dettaglio, i giorni con temperature superiori ai 32 gradi centigradi passeranno dalla media registrata nel periodo 1961-1990, di circa due giorni per ogni estate, a circa 13 giorni per 2021-2050 e 40 nell’arco temporale tra il 2071 e il 2100. Il numero di ondate di calore seguirà parallelamente questa crescita, con proiezioni più severe per i bacini idrografici a bassa quota nell’Europa meridionale e nelle coste mediterranee. “In alcune delle regioni europee più densamente popolate, come le aree urbane di Atene, Bucarest, Marsiglia, Milano, Roma e Napoli, si verificheranno i cambiamenti più severi in termini di impatto sulla salute”, spiega Erich Fischer co-autore dello studio.
All’appello dei fattori impattanti mancano l’effetto “isola di calore” e l'inquinamento atmosferico cittadino, inclusi nei calcoli spiegano gli scienziati, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi. A sottolineare la gravità, un dato su tutti: nel 2003 in Europa sono morte in un’ondata di caldo estremo circa 40.000 persone.
(Rinnovabili.it)
martedì 7 aprile 2009
Gas tossici in Val padana
Vai a capirli, gli svizzeri. Gli italiani di Lombardia invidiano il loro federalismo e, quando possono, depositano nelle banche di Lugano un fiume di quattrini e quelli vogliono multarli per eccesso di inquinamento. Proprio così. L'iniziativa è partita da due deputati ticinesi, Milena Garobbio e Raoul Ghisletta. Il ragionamento è questo. Visto che gli sforzi fatti dal Canton Ticino per combattere l'inquinamento vengono vanificati dallo smog che supera il balcone delle Prealpi, che almeno la Lombardia risarcisca i danni causati dalla sua "manifesta attitudine passiva nell'ambito del risanamento dell'aria". Le autorità svizzere hanno per il momento respinto la richiesta, preferendo invocare maggiore collaborazione. Chissà che cosa direbbero, però, i due puntigliosi deputati ticinesi se potessero leggere un rapporto che i sindaci lombardi e gli altri addetti ai lavori stanno ricevendo proprio in questi giorni. Si intitola 'Progetto Kyoto Lombardia' e arriva a conclusioni così imbarazzanti sul dissesto ambientale in atto da aver indotto la Regione a consigliare l'autore - la Fondazione Lombardia per l'Ambiente - a tenere un basso profilo nel diffonderne i contenuti.Come accade spesso con i libri messi all'indice, la lettura delle 278 pagine del volume si rivela però di estremo interesse. Frutto del lavoro di decine di ricercatori di sei diverse università e di numerosi centri di ricerca, lo studio è molto chiaro nel dipingere una situazione di emergenza e le difficoltà comuni a tutte le amministrazioni italiane nel rispondere alla sfida posta dal cambiamento del clima.Sul fronte dell'inquinamento, a dir la verità, il confronto con il passato non è sempre privo di buone notizie. In Lombardia, ad esempio, i dati ufficiali dicono che la chiusura di molte fabbriche, la trasformazione delle caldaie domestiche da gasolio a metano e la diffusione di motori più moderni ha fatto diminuire rispetto ai primi anni Novanta la quantità delle polveri sottili che avvelenano l'aria. Allo stesso tempo, però, la Pianura Padana, chiusa dalle montagne che frenano il ricambio dell'aria e favoriscono la deleteria alta pressione, resta una delle aree più inquinate d'Europa, stando alle ultime stime diffuse dalla Commissione di Bruxelles. E il calo delle polveri sottili che si era registrato fino a una decina d'anni fa, ora ha perso forza e la tendenza è verso un sostanziale appiattimento. Una situazione che contribuisce a far condividere alla Pianura Padana un record di Belgio e Olanda che nessuno invidia: il più alto livello di mesi di vita che, nella cruda statistica, ogni cittadino brucia per effetto delle malattie mortali legate all'inquinamento (15 a testa, contro gli otto della media italiana).Non bastano però alcuni dati in chiaroscuro per attenuare la durezza dell'analisi del rapporto 'Progetto Kyoto Lombardia'. Come dice il titolo, il lavoro è incentrato sui risultati ottenuti nel controllo delle emissioni dei gas ammazza-clima, a cominciare dall'anidride carbonica. Il protocollo firmato nel 1997 nella città giapponese imponeva all'Italia una riduzione delle emissioni del 6,5 per cento entro il 2012 rispetto ai quantitativi del 1995. Da allora, invece, in Lombardia la situazione è costantemente peggiorata: il rapporto fotografa un incremento complessivo del 15 per cento. Tre punti in più rispetto alla media italiana (dove le emissioni sono cresciute comunque del 12 per cento), che piazzano la Regione presieduta da Roberto Formigoni a una distanza ormai sostanzialmente incolmabile rispetto agli obiettivi fissati a Kyoto. Prima in Italia per popolazione e per rilevanza dell'industria, la Lombardia sputa in atmosfera più di 90 milioni di tonnellate di anidride carbonica l'anno. E se la chiusura o la delocalizzazione all'estero di molte fabbriche ha alleggerito il peso dei fumi industriali, e i loro effetti negativi, il costante aumento del traffico ha dato una mazzata impossibile da assorbire. La sconfitta, è ovvio, non è solo lombarda. Sono rarissime le città che non hanno alzato bandiera bianca nella lotta al traffico. Gli interventi dei sindaci sono spesso poco più che simbolici, come le biciclette comunali in affitto (o 'bike sharing', in inglese) che accomunano Milano a Roma. E non manca chi, come l'assessore all'Ambiente di Treviso, Vittorio Zanini, cerca fantasiose fughe dalle proprie responsabilità: "Chiediamo all'Europa lo stato di calamità naturale", ha proposto di recente dalle pagine del quotidiano 'Libero'. Sta di fatto, però, che la densità della popolazione, unita agli scarsi investimenti nei trasporti pubblici, in Lombardia pesa. E i gas di scarico delle auto contribuiscono ormai alle emissioni di anidride carbonica per il 23 per cento del totale, superando le caldaie condominiali (al 21 per cento) e gli impianti industriali (al 18). (Dall'Espresso)
venerdì 3 aprile 2009
Cina e India, bisogna tagliare i gas serra del 40%
martedì 31 marzo 2009
Obama lancia un summit sul clima
giovedì 26 marzo 2009
Le città di domani? Come grossi animali
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è ciò che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
lunedì 23 marzo 2009
Addio branzino, resteranno calamari, alghe e meduse
venerdì 20 marzo 2009
Usa, arriva l´eco-dazio ed è subito lite con la Cina
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni
lunedì 9 marzo 2009
Il ''Treno verde'' a Pescara
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
