martedì 2 ottobre 2012
Salvatore Sardo: l'importanza della ricerca sulle rinnovabili
"Nel campo della ricerca e dello sviluppo - ha ricordato Salvatore Sardo - Eni possiede un portafoglio brevettuale complessivo di circa 8.000 brevetti e domande di brevetto, che proteggono oltre 1.000 invenzioni, frutto delle attività di ricerca svolte all’interno della società, sia in campo core sia nel settore delle energie rinnovabili.
Su questi temi nel Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Eni-Donegani di Novara circa 150 tra ricercatori, tecnici e staff si applicano - anche in collaborazione con Università e centri di ricerca italiani, europei e statunitensi – e studiano nuove opportunità per l'utilizzo su larga scala dell'energia solare e delle biomasse, che Eni ritiene rappresentino le fonti rinnovabili con maggiori potenzialità di utilizzo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico."
Salvatore Sardo ha ricordato anche "Eni Award, che, con una dotazione annuale di 850.000 €, premia le più avanzate ricerche nei campi del migliore utilizzo delle fonti energetiche, della protezione ambientale e della valorizzazione delle energie rinnovabili."
Salvatore Sardo ha infine citato le nomerose collaborazioni di Eni con il mondo accademico, "per sviluppare un efficace network nazionale e internazionale con le Università di eccellenza". "La maggior parte delle collaborazioni con il mondo accademico (complessivamente circa 400 tra Italia ed estero) riguarda progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica nel settore oil & gas, l’ambiente e le energie rinnovabili."
Il testo integrale dell'intervento di Salvatore Sardo è scaricabile dal sito Eni.
giovedì 7 giugno 2012
Eni senza cravatta: meno protocollo e più ecologia
| Paolo Scaroni senza cravatta |
Si tratta del'operazione "eni si toglie la cravatta", avviata nel 2007, che consiste nel mantenere le temperature all'interno degli edifici più alte di 1°C e di contribuire ad un uso più razionale dei condizionatori d'aria. Pur mantenendo uno stile appropriato al luogo di lavoro, si potrà optare per un abbigliamento più fresco e leggero, evitando di indossare la cravatta, se non per circostanze formali.
E funziona? Pare priorio di sì: in base ai dati energetici raccolti a chiusura dell'iniziativa, si calcola che l'ottimizzazione della climatizzazione abbia condotto ad un risparmio di energia elettrica complessivo di 430.000 kWh (rispetto ai 418.000 kWh nel 2010). L'impatto positivo sull'ambiente in termini di riduzione delle emissioni di CO2 è stato pari a 241 tonnellate. Il risparmio energetico corrisponde ad una diminuzione dei consumi di energia elettrica di climatizzazione di circa il 9,5%.
giovedì 31 maggio 2012
L’Agenzia europea dell'ambiente: come rendere le città luoghi più piacevoli in cui vivere
Secondo lo studio le migliori pratiche sono state in alcune città europee, tra cui Londra, Malmö, Łódź e Copenhagen.
E’ stato evidenziato che la maggiore vulnerabilità delle città, in cui risiede circa il 75% della popolazione europea, è insita nella composizione stessa delle aree urbane. Come primo esempio, la forte presenza di superfici artificiali e la scarsa presenza di verde determinano temperature più alte rispetto alle zone rurali e aumentano la percezione delle ondate di calore da parte dei cittadini.
In futuro la scarsità d’acqua, le inondazioni e le ondate di caldo saranno fenomeni sempre più frequenti e intensi, per questo gli amministratori dovrebbero investire quanto prima in misure di mitigazione. Infatti prima lo faranno minori saranno i costi.
Il report mostra come le politiche di adattamento non possano essere obiettivi locali ma richiedano azioni concertate a tutti i livelli politici. A tale proposito un ruolo fondamentale può essere svolto dall’UE con l’applicazione di politiche di sostegno coerenti.
Un primo passo in tal senso è stata la messa a punto della piattaforma web, recentemente inaugurata, European Climate Adaptation Platform Climate-ADAPT , che l’UE ha messo a disposizione sul sito dell’Agenzia europea dell'ambiente. Tale piattaforma vuole essere un supporto concreto per i politici a livello europeo, nazionale e regionale, al fine di garantire azioni concrete e mirate per fronteggiare i cambiamenti climatici e le loro conseguenze.
Un grano non OGM che resiste ai cambiamenti climatici
lunedì 28 maggio 2012
Paolo Scaroni: Il rincaro del petrolio? Colpa del nostro stile di vita
Ecco le parole di Paolo Scaroni:
"Ci lamentiamo per l'eccessivo costo della benzina? Se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere".
“È vero che sul prezzo del greggio influiscono speculazione e rischi internazionali, - ha continauto Paolo Scaroni - ma è altrettanto vero che l'Occidente non fa nulla per ridurre i consumi. In 20 anni il costo del petrolio è cresciuto di 10volte, eppure i consumi non sono calati affatto”.
giovedì 6 ottobre 2011
Duemila alberi nel cuore di Milano
Scrive il Corriere:
"Due nuovi spazi verdi nei tratti che collegano piazza Giulio Cesare alla fermata della metropolitana di Amendola e lungo viale Belisario, Cassiodoro e Berengario. Con piante «autoctone», panchine, colonnine per le auto elettriche e un percorso pedonale. Sono i parterre inaugurati ieri dall' assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran e dall' architetto Roberto Russo, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione di CityLife.
La riqualificazione, costata circa un milione di euro rientra infatti nel progetto CityLife che, oltre le torri di Isozaki, Hadid e Libeskind, vedrà ultimati nel 2012 i primi 40 mila metri quadri del Parco e i restanti 130 mila nel 2015. Il progetto porta la firma dello studio londinese Gustafson Porter. E se la manutenzione dei parterre sarà per i primi cinque anni a carico di CityLife, Maran ha spiegato come l' intero Parco «diventerà il terzo polmone verde della città, raggiungibile anche con la linea 5 della metro in fase di costruzione dalla stazione Garibaldi a San Siro». Poi attenzione alle aree gioco con spazi per i bambini. Obiettivo è la creazione di un quartiere a emissioni zero. O, quanto meno, che tenda allo zero. Per gli uffici e le abitazioni niente caldaie. Solo teleriscaldamento, pompe di calore alimentate ad acqua di falda e pannelli fotovoltaici. Mentre il Parco e i parterre permetteranno, grazie agli alberi già piantumati e da piantare un risparmio di 40 mila chili all' anno di emissioni di anidride carbonica. Con l' idea, in futuro, di congiungere la pista ciclabile che passa da piazza Giovanni Amendola a quella che costeggia il Parco Sempione."
Per saperne di più sul progetto del nuovo parco, leggi qui >>
mercoledì 5 ottobre 2011
Paolo Scaroni ed Enrico Mattei a confronto
Questi i protagonisti della puntata di ieri di Fratelli d'Italia, che in un confronto tra ieri ed oggi ripercorre anche la storia del fabbisogno energetico in Italia e dello sviluppo industriale del nostro paese, procedendo anche ad resoconto sulle nostre risorse energetiche, sulla situazione in Nord-Africa e una previsione futura.
Il video della puntata è visibiel sul sito della Rai.
venerdì 30 settembre 2011
A Milano una delle più grandi aree pedonali d'Europa
CityLife, il nuovo quartiere nato al posto dell'ex Fiera Campionaria di Mioano, è la più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa. Nel verde, da percorre a piedi o in bicicletta, senza auto. In superficie, oltre ai percorsi pedonali, si snoda la nuova pista ciclabile che collega il Monte Stella al centro della città, uno dei Raggi Verdi che ridefiniscono la mobilità cittadina su due ruote.
Un sistema di viabilità sotterraneo permette lo spostamento in automobile all’interno del quartiere e il collegamento verso l’esterno. I parcheggi, tutti interrati, sono oltre 7mila e rispondono alle esigenze di residenti, visitatori, e di chi abita i quartieri circostanti. Dai parcheggi residenziali l’accesso alle abitazioni è facile, sicuro ed esclusivo.
La totale pedonalità dell’area rende CityLife in grado di superare progetti all’avanguardia come lo Strøget di Copenhagen o centri storici car-free come quello di Gent, nelle Fiandre.
mercoledì 3 agosto 2011
Assisi per lo sviluppo sostenibile
Il concetto di sviluppo sostenibile ebbe una prima importante legittimazione ufficiale ed istituzionale durante la conferenza delle Nazioni Unite per l’ambiente e lo sviluppo (Unced), che lo definì come quel modello di sviluppo socio-economico capace di “rispondere alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie”.
Nell’ambito del progetto, è stata presentata presso la sala Conciliazione del Comune di Assisi il rapporto “Agenda 21” sullo stato dell’ambiente nel comune di Assisi, curato da “Sistema Ambiente s.r.l.”.
Vi hanno partecipato l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, il vicesindaco del Comune di Assisi, Antonio Lunghi, il direttore Arpa dell’Umbria, Giancarlo Marchetti, il presidente del consiglio del Comune di Assisi, Patrizia Buini, i consiglieri comunali Ivano Bocchini, Daniele Martellini e Carlo Cianetti.
Il direttore dell’Arpa dell’Umbria, Giancarlo Marchetti, ha premesso che il rapporto “Agenda 21” rappresenta un punto di partenza che deve essere valutato per poter sviluppare delle priorità di intervento, in riferimento alle criticità che riguardano la nostra realtà, che, complessivamente, presenta un quadro accettabile su scala nazionale. Le aree tematiche di “Agenda 21”: acqua, aria, energia, rifiuti, rumore, sicurezza nei luoghi di lavoro, cittadini e scuola.
L’adesione unanime del Comune di Assisi al processo di “Agenda 21” sul nostro territorio è stata l’atto finale di una riflessione avviata dall’assessorato all’ambiente – ha spiegato il vicesindaco Lunghi – con la consapevolezza che le amministrazioni locali svolgono un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, di consumo e di utilizzo degli spazi.
“Perseguire la sostenibilità ambientale – ha rimarcato il vicesindaco – significa conservare il capitale umano esistente ed implica la conservazione della biodiversità, della salute umana e della qualità dell’atmosfera, dell’acqua e dei suoli, a livelli sufficienti a sostenere nel tempo la vita ed il benessere degli esseri umani, degli animali e dei vegetali. Occorre, pertanto, investire nell’ambiente che è divenuto fattore limitante ma allo stesso tempo anche elemento qualificante nelle scelte e negli spazi di espansione dello sviluppo economico locale”.
A questo riguardo, l’assessore Rometti ha puntualizzato che l’obiettivo di “Agenda 21” è quello di definire, attraverso la partecipazione di cittadini, istituzioni locali ed attori economici, un piano di azione che consenta alla città di improntare le politiche ai principi dello sviluppo sostenibile, migliorando la qualità ambientale, sociale ed economica, con un percorso di partecipazione di tutti i soggetti alle scelte pubbliche.
L’attuale amministrazione, in proposito, si è dotata di un ufficio Energia ed ambiente, con tre unità operative, con a capo l’ing. Stefano Rossi, per seguire le dinamiche sociali ed ambientali del nostro territorio.
martedì 15 marzo 2011
A Milano arriva un quartiere a emissioni zero
CityLife, il nuovo quartiere che sorgerà al posto della ex Fiera Campionaria, sarà un quartiere ad emissioni zero:
- zero caldaie a gas,
- zero fonti di combustione,
- zero CO2,
- zero inquinanti nell’aria.
Risorsa primaria di energia sarà l’acqua: da un lato il teleriscaldamento fornito da A2A per il riscaldamento e il raffrescamento nelle torri e per l’acqua calda sanitaria nelle residenze, dall’altro l’utilizzo di pompe di calore alimentate dall’acqua di falda per le stesse esigenze nelle abitazioni. E l’acqua di risulta del sistema di riscaldamento e condizionamento, riciclata, servirà per l’irrigazione del parco, delle aree verdi condominiali e per gli scarichi dei servizi igienici.
Tutti gli edifici di CityLife avranno alte prestazioni energetiche: i pannelli fotovoltaici ridurranno sensibilmente il consumo energetico necessario per il funzionamento degli impianti. Le Residenze sono certificate in Classe A, per le scelte di alimentazione e gli accorgimenti costruttivi, come l’isolamento termico garantito dai materiali di facciata.
Scopri di più sul quartiere a emissioni zero >>.
mercoledì 26 gennaio 2011
Paolo Scaroni e Jiang Jiemin: accordo per gli idrocarburi non convenzionali
Lo shale gas è un gas naturale ricavato da particolari rocce sedimentarie, per lo più argilla, che si sono formate in centinaia di milioni di anni e si può estrarlo fratturandole. Il più grande potenziale giacimento del mondo è negli Stati Uniti, tra lo stato di New York e la Virginia, segue appunto la Cina che sta iniziando adesso le prime esplorazioni.
La collaborazione tra Eni e Petrochina riguarderà anche il settore delle tecnologie avanzate e lo sfruttamento delle risorse di olio e gas non convenzionali.
Un importante passo avanti per la società di Paolo Scaroni in Medio Oriente (dove è attivo fin dal 1984), in un'area geografica in continua espansione (anche nel 2010 la Cina è cresciuta del 10,5%, attraendo investimenti diretti dall'estero per 105 miliardi di dollari, un primato mondiale).
(da Risorse naturali: "Paolo Scaroni firma accordo con Petrochina: rafforzamento per gli idrocarburi non convenzionali")
mercoledì 15 dicembre 2010
Cartucce per stampanti rigenerate, detersivi alla spina e auto elettriche per i Comuni Riutilizzatori 2010
Il riconoscimento è andato a realtà di dimensioni medie come Ravenna, Ferrara, Novara e Verbania, accanto ai quali spiccano i piccoli centri come Lallio in provincia di Bergamo, Grugliasco nella provincia di Torino, Pioltello in provincia di Milano, Cislago in provincia di Varese, che si dimostrano i più ricettivi verso questo tipo di politiche, mentre Bari è l'unica grande città premiata.
Le amministrazioni premiate hanno scelto di acquistare materiali e prodotti riciclati o riutilizzati per il funzionamento degli uffici pubblici, come le cartucce per stampanti, la carta, i sacchetti di plastica, le stoviglie biodegradabili per le mense pubbliche. Oppure hanno scelto auto elettriche per i veicoli comunali, hanno dotato le scuole di impianti fotovoltaici, hanno predisposto punti di prelievo 'alla spina' per i detersivi.
Stefano Apuzzo, presidente di Amici della Terra ha osservato: "La normativa a livello nazionale non aiuta molto e può essere migliorata, ma bisogna riconoscere che tanti amministratori si stanno convertendo agli acquisti verdi e hanno cominciato a valutare i prodotti acquistati in base al costo del loro ciclo di vita". Le difficoltà non mancano. Conclude Apuzzo: "Uno dei problemi, ad esempio, è l’assenza di linee guida per redigere bandi ecosostenibili, cosa che rende più difficile portare le eccellenze locali a livello di sistema".
(da Il Resto del Carlino)
martedì 3 agosto 2010
Cresce l’offerta turistica amica dell'ambiente
A livello regionale spicca fra tutte l’Emilia Romagna con le 126 strutture “amiche del clima”, seguita dalle 51 della Lombardia.
“Il successo crescente dell’etichetta ecologica di Legambiente Turismo – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – è un segnale forte di quanto sia aumentata in questi ultimi anni l’attenzione nei confronti della protezione e la cura dell’ambiente soprattutto in un settore, come quello turistico, che più di ogni altro deve puntare sulle risorse naturali e paesaggistiche del Paese. L’attenzione verso il risparmio delle risorse e il rispetto del territorio diventano, anche attraverso questa etichetta, un valido strumento di promozione per le aziende ma soprattutto un’ulteriore garanzia di qualità per una clientela sempre più sensibile alla salvaguardia dell’ambiente”. Un successo che si è riconfermato nella prima metà del 2010 con oltre 100 nuove iscrizioni e nuovi gruppi sorti in Sardegna, Campania, nelle Marche e nel Salento.
(Rinnovabili.it)
giovedì 24 giugno 2010
Ban Ki Moon: servono green economy e sviluppo sostenibile
“Sulla base della nostra esperienza collettiva il modo più adatto per migliorare il quadro e per una crescita economica forte, equilibrata e sostenibile è mettere lo sviluppo sostenibile davanti a tutto e al centro di tutto, investendo nella green economy”, ha scritto il Segretario.
In particolare, egli ha invitato i leader delle nazioni industrializzate ad onorare gli impegni assunti al vertice di Copenaghen: offrire 30 miliardi di dollari in finanziamenti, elargiti nell’arco dei prossimi tre anni a sostegno delle nazioni più povere ad affrontare i cambiamenti climatici.
Ma nella lettera di tre pagine Ban Ki Moon fa anche riferimento alla possibilità di limitare i sussidi destinati ai combustibili fossili ed intraprendere ulteriori programmi per la riduzione delle emissioni dannose che, come conseguenza, porteranno anche alla creazione di flussi economici oltre che numerosi posti di lavoro.
Ma il segretario Onu non è il solo a voler incoraggiare il G20. Come lui anche il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e il Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, hanno inviato una lettera congiunta agli altri leader per presentare le loro riflessioni sui temi chiave all'ordine del giorno del vertice del G20 di Toronto. Nella missiva hanno voluto anch’essi sottolineare la necessità di garantire una crescita del Pianeta che sia forte ma allo stesso tempo sostenibile. In merito alle problematiche legate al cambiamento climatico i due leader UE sottolineano “Dobbiamo continuare a promuovere una forte azione sul climate change, mettendo l'accento sulla crescita verde, lavorando insieme per raggiungere un accordo globale e completo giuridicamente vincolante, spingendo affinchè i finanziamento vengano attribuiti velocemente e a livello nazionale per raggiungere l'obiettivo 2 gradi Celsius“.
(Rinnovabili.it)
domenica 7 dicembre 2008
Luce ed energia in fiera a Milano
Anche le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Qui il caso Eniscuola dell’Eni guidato dall’ad Paolo Scaroni.
lunedì 24 novembre 2008
Sussidi, il monito della Kroes "Solo a chi investe nell´auto ecologica"
L´unica certezza per il settore automobilistico sempre più in crisi in tutto il mondo è che i sussidi arriveranno. Sia negli Stati Uniti come in Europa. Il problema è che non sa ancora sotto che forma e in che misura. «Non abbiamo nessuna intenzione di vedere il settore auto andare a fondo». Così ieri, il portavoce del Partito Democratico al Congresso Nancy Pelosi, dopo le critiche arrivate sul mancato via libera al piano di sostegno a General Motors, Ford e Chrysler. Ora i tre "grandi" di Detroit hanno tempo fino al 2 dicembre per presentare un piano innovativo per «dire agli americani: dateci i soldi, li useremo bene», sempre per usare le parole della Pelosi. La quale ha specificato che il salvataggio dell´industria dell´auto non va interpretato come un «sostegno a vita».
Lo stesso accade in Europa. Dove il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ha ammonito gli esecutivi che si stanno apprestando a varare provvedimenti a favore del settore: «Chiedo a tutti i governi - ha detto - di evitare la costosa trappola della corsa ai sussidi. Abbiamo tutti forti richieste di sostegno al comparto dell´auto, specialmente in Francia, Germania e negli Stati Uniti, ma i governi devono resistere a queste tentazioni». Per la Kroes, invece, i fondi devono servire per produrre auto più pulite: «Aiuti alla ricerca e lo sviluppo o all´ambiente, per esempio, avrebbero il doppio beneficio di aiutare l´industria e affrontare il problema del cambiamento climatico».
Di sicuro, occorre far presto. Ogni giorno arrivano notizie drammatiche dal settore. L´agenzia Fitch stima una flessione del 12% del mercato dell´auto in Europa nel 2009 dopo il calo di oltre l´8% atteso quest´anno. Se il credito continuerà a peggiorare il calo potrebbe ampliarsi al 15-20%.
E la crisi colpisce anche la grandi case orientali. Toyota ha annunciato che dimezzerà la forza lavoro temporanea in Giappone, lasciando a casa 3mila operai con contratti a termine. La decisione segue i tagli annunciati da Mazda e da Isuzu che hanno deciso di ridurre la forza lavoro rispettivamente di 1.300 e di 1.400 unità. E sempre ieri Honda ha annunciato nuovi tagli alla produzione di ben 79 mila unità, di cui 21 mila in Europa. Questo significa che il colosso giapponese produrrà un terzo dei veicoli in meno (53mila) rispetto alle 175mila vetture assemblate quest´anno nel Vecchio continente. Anche in Giappone, Honda diminuirà la produzione a 1,28 milioni (1,32 milioni un anno prima), come pure in Nordamerica, dove passerà a 1,412 milioni (meno 56mila unità).
(vedi "Lo sviluppo sostenibile" secondo Paolo Scaroni, Presidente della Fondazione Eni Enrico Mattei)
lunedì 1 settembre 2008
cambiamenti climatici
Cerchiamo fra un gruppo di amici di confrontarci e discuterne insieme.

