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giovedì 7 giugno 2012

Eni senza cravatta: meno protocollo e più ecologia

Paolo Scaroni senza cravatta
Paolo Scaroni senza cravatta
Paolo Scaroni ha promosso in eni una buona pratica che è stata poi seguita da altre aziende.
Si tratta del'operazione "eni si toglie la cravatta", avviata nel 2007, che consiste nel mantenere le temperature all'interno degli edifici più alte di 1°C e di contribuire ad un uso più razionale dei condizionatori d'aria. Pur mantenendo uno stile appropriato al luogo di lavoro, si potrà optare per un abbigliamento più fresco e leggero, evitando di indossare la cravatta, se non per circostanze formali.
E funziona? Pare priorio di sì: in base ai dati energetici raccolti a chiusura dell'iniziativa, si calcola che l'ottimizzazione della climatizzazione abbia condotto ad un risparmio di energia elettrica complessivo di 430.000 kWh (rispetto ai 418.000 kWh nel 2010). L'impatto positivo sull'ambiente in termini di riduzione delle emissioni di CO2 è stato pari a 241 tonnellate. Il risparmio energetico corrisponde ad una diminuzione dei consumi di energia elettrica di climatizzazione di circa il 9,5%.

lunedì 28 maggio 2012

Paolo Scaroni: Il rincaro del petrolio? Colpa del nostro stile di vita

Paolo Scaroni, l'ad di Eni, ha dichiarato, durante un convegno sul tema "Energia e politiche dello sviluppo", che il caro benzina dipende anche dal fatto che noi non riusciamo a farne a meno: consumiamo comunque così tanto che la benzina era e resta necessaria, quindi preziosa e costosa.
Ecco le parole di Paolo Scaroni:
"Ci lamentiamo per l'eccessivo costo della benzina?  Se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere".
“È vero che sul prezzo del greggio influiscono speculazione e rischi internazionali, - ha continauto Paolo Scaroni - ma è altrettanto vero che l'Occidente non fa nulla per ridurre i consumi. In 20 anni il costo del petrolio è cresciuto di 10volte, eppure i consumi non sono calati affatto”.

giovedì 10 maggio 2012

La lampadina a led conviene: ecco perché

E’ vero, le lampadine a led sono costose, in media dai 30 euro a salire, ma hanno immensi vantaggi che vanno misurati e apprezzati nel tempo. Per prima cosa hanno una notevole durata, anche fino a 25-30 anni. Di imprescindibile importanza è la mancanza al loro interno di mercurio, estremamente tossico per la salute umana e di difficile e costoso smaltimento.
E come non badare al risparmio in termini di denaro?
Le lampadine a led, infatti, permettono un risparmio energetico imbattibile. Abbattono i costi della bolletta del 75-80%. Da non sottovalutare il risparmio in termini di CO2 che si attua grazie all'acquisto: 33 chilogrammi all’anno in meno rispetto a una lampadina a incandescenza da 60 watt.

giovedì 22 marzo 2012

Modi per risparmiare sul riscaldamento: il riscaldamento a infrarossi

Il riscaldamento infrarossi è un nuovo sistema che permette di scaldare senza disperdere il calore.

I normali caloriferi scaldano l'aria, e questa scalda l'ambiente circostante. Con gli infrarossi praticamente si elimina un passaggio, scaldando direttamente persone ed oggetti presenti nella casa. Il riscaldamento per irraggiamento emette calore sotto forma di radiazioni infrarosse, simili al calore dei raggi del sole, producendo un comfort termico direttamente sul corpo.

Il calore così prodotto è assolutamente pulito, ecologico e addirittura benefico per il corpo, riducendo notevolmente i consumi e quindi anche i costi.

giovedì 15 marzo 2012

Modi per risparmiare sul riscaldamento: la caldaia a legna

Questa settimana parliamo di un'altra soluzione per riscaldare la casa risparmiando energia, specialmente nei luoghi isolati.
La soluzione è utilizzare le stufe a pellet, a legna o a mais, che hanno raggiunto un livello abbastanza elevato di efficienza e affidabilità, ed inoltre non producono fumi tossici, dato che bruciano solo combustibili naturali.

Le stufe a pellets, combustibile legnoso formato da segatura compressa, sono diventate molto affidabili con l'utilizzo dell'elettronica. Hanno il grande vantaggio rispetto alle tradizionali stufe a legna di poter dosare il combustibile a piacimento e quindi consentono un preciso controllo della temperatura.

Una sottocategoria delle stufe a pellets è quella delle stufe a mais o granoturco. Si tratta di stufe ecologiche il cui principale combustibile è il mais, ma che possono funzionare anche a pellets o a cippato come gusci di nocciole o mandorle. Il mais o granoturco è uno dei combustibili più potenti esistenti in natura: non inquinante, rinnovabile e di facile reperibilità, si può trasportare e immagazzinare facilmente. Ha un potere calorico di circa 6200 Kcal/kg (con umidita intorno al 15%).
Il mais come il pellets garantisce una combustione pulita, neutra, migliore dei combustibili di origine fossile come gasolio, olio combustibile, gas e carbone, i quali causano un aumento del contenuto di ossidi di carbonio e altre sostanze nocive nell'atmosfera. Il mais è quello normalissimo in grani, facilmente reperibile, il prezzo è tra i più bassi in fatto di combustibili.
La pulizia, inoltre, è facile, perché queste stufe sporcano poco.

giovedì 8 marzo 2012

Modi per risparmiare sul riscaldamento: il riscaldamento a pavimento

I sistemi di riscaldamento a pavimento sono un'ottima soluzione per riscaldare la casa risparmiando energia.
Sono facili da installare ed estremamente economici, sia per la posa che per la gestione.
Con questi sistemi, l’intero pavimento diventa una superficie riscaldante la cui ampiezza permette di abbassare la temperatura dell’acqua fino a 30°C.
Inoltre le nuove tecnologie in materia di riscaldamento stanno trovando valide risposte anche negli impianti che sfruttano l’energia solare a costo nullo e perciò garantiscono temperature confortevoli in pieno rispetto dell’ambiente.

giovedì 1 marzo 2012

Modi per risparmiare sul riscaldamento: i collettori solari

Dei collettori solari, solitamente utilizzati negli impianti termici per la produzione di acqua calda sanitaria, esistono due tipi per il riscaldamento domestico:
  • i collettori piani, più usati e più economici che si possono usare anche se il cielo è nuvoloso,
  • i collettori a concentrazione, che sfruttano solo la radiazione diretta ma producono temperature più elevate.
Di primaria importanza è però poter mettere a confronto il vecchio sistema caldaie/termosifoni e pannelli solari/termoconvettori e radiatori di nuova generazione.
In quanto a risparmio, emerge che un impianto a pannelli radianti di nuova generazione abbatte i costi di combustibile del 50% circa, mentre accorgimenti più oculati, quale il solo utilizzo nelle zone vivibili (o zone di lavoro) possono abbattere i costi fino al 70%.

giovedì 23 febbraio 2012

Modi per risparmiare sul riscaldamento: i quadri a parete riscaldanti

Uno degli ultimi ritrovati per riscaldare la casa risparmiando energia sono i quadri a parete riscaldanti, un innovativo sistema eco riscaldante che assicura grandi vantaggi economici e un efficace riscaldamento ecologico.
Grazie alla loro innovativa tecnologia, in meno di 2 minuti i quadri a parete riscaldanti sono già in grado di riscaldare senza problemi locali di circa 20 -25 metri quadri, consumando molto meno dei tradizionali sistemi di riscaldamento.

Si tratta di un nuovo sistema ecologico di riscaldamento; la sua caratteristica è la distribuzione omogenea della temperatura sull’intera superficie del pannello, rispetto al tradizionale termosifone dove la temperatura non è differente nei diversi punti, permettendo in questo modo un efficace riscaldamento dell’ambiente abbinato ad un buon risparmio energetico.
I pannelli hanno un basso assorbimento energetico, infatti per poter scaldare un appartamento di circa 80 mq avremo un consumo di solo 2,5 Kw che confrontato al consumo di una classica stufetta scaldabagno dal consumo di 2 Kw possiamo comprendere che quasi a parità consumo siamo però in grado di riscaldare l’intero appartamento.

Infine possiamo sottolineare la versatilità del sistema che ci permette di combinare più pannelli per poter riscaldare aree più grandi (con un pannello di 2 metri sarà possibile riscaldare un ambiente di circa 30 mq) in modo da avere la maggiore flessibilità sul come riscaldare la nostra casa.

giovedì 16 febbraio 2012

Cinque modi per risparmiare energia riscaldando la casa

Razionalizzare il riscaldamento in maniera economica, ecologica e funzionale si può!
Gli attuali metodi basati su fonti di energia non rinnovabili e spesso non compatibili con l’ambiente, non sono più sostenibili sul lungo periodo. Meglio cominciare fin da ora a guardarsi intorno e, nel nostro piccolo, ad attrezzare gli ambienti domestici con soluzioni alternative. Soprattutto se abbiamo intenzione di ristrutturare la nostra abitazione. Ne proponiamo cinque che con un piccolo investimento iniziale, permettono di climatizzare la casa risparmiando energia, diminuendo le emissioni e soprattutto contenendo i costi. Il tutto senza abbassare i nostri standard di vita.

1) Quadri a parete riscaldanti

2) Collettori solari

3) Riscaldamento a pavimento

4) Caldaia a legna

5) Riscaldamento a infrarossi

Nei prossimi giorno approfondirò ciascuno di questi cinque sistemi con post dedicati.

(da Greenme.it)

giovedì 6 ottobre 2011

Duemila alberi nel cuore di Milano

Duemila alberi nel cuore di Milano: è in arrivo il nuovo parco di CityLife. La prima parte dell'intervento di verde pubblico è stata presentata ieri. Il parco sarà completato entro l'Expo 2015 e sarà il terzo parco di Milano per dimensioni.

Scrive il Corriere:
"Due nuovi spazi verdi nei tratti che collegano piazza Giulio Cesare alla fermata della metropolitana di Amendola e lungo viale Belisario, Cassiodoro e Berengario. Con piante «autoctone», panchine, colonnine per le auto elettriche e un percorso pedonale. Sono i parterre inaugurati ieri dall' assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran e dall' architetto Roberto Russo, responsabile dei rapporti con la pubblica amministrazione di CityLife.
La riqualificazione, costata circa un milione di euro rientra infatti nel progetto CityLife che, oltre le torri di Isozaki, Hadid e Libeskind, vedrà ultimati nel 2012 i primi 40 mila metri quadri del Parco e i restanti 130 mila nel 2015. Il progetto porta la firma dello studio londinese Gustafson Porter. E se la manutenzione dei parterre sarà per i primi cinque anni a carico di CityLife, Maran ha spiegato come l' intero Parco «diventerà il terzo polmone verde della città, raggiungibile anche con la linea 5 della metro in fase di costruzione dalla stazione Garibaldi a San Siro». Poi attenzione alle aree gioco con spazi per i bambini. Obiettivo è la creazione di un quartiere a emissioni zero. O, quanto meno, che tenda allo zero. Per gli uffici e le abitazioni niente caldaie. Solo teleriscaldamento, pompe di calore alimentate ad acqua di falda e pannelli fotovoltaici. Mentre il Parco e i parterre permetteranno, grazie agli alberi già piantumati e da piantare un risparmio di 40 mila chili all' anno di emissioni di anidride carbonica. Con l' idea, in futuro, di congiungere la pista ciclabile che passa da piazza Giovanni Amendola a quella che costeggia il Parco Sempione."

Per saperne di più sul progetto del nuovo parco, leggi qui >>

sabato 18 dicembre 2010

Prodotti alimentari di stagione: più ecologici... e non solo!

Mangiare frutta e verdura di stagione conviene sicuramente, per molti motivi.

Motivi ecologici

Seguire la stagionalità dei cibi permette di usare meno pesticidi, consumare meno energia e produrre meno emissioni inquinanti per il riscaldamento delle serre, per la loro conservazione nel caso si tratti di prodotti colti e messi poi a maturare in grandi celle frigorifere e per il loro trasporto nel momento in cui provengono da altri Paesi.

Motivi economici

Comprando frutta e verdura di stagione si risparmia anche sul portafogli.

Motivi nutrizionali

I prodotti di stagione sono più freschi e dunque più nutrienti.


Ma un ottimo motivo è anche che, molto semplicemente, i prodotti di stagione sono più buoni! ;-)


(da Luigi Vianello: Quattro ottimi motivi per mangiare prodotti di stagione)

martedì 27 luglio 2010

Paolo Scaroni: Eni dice no al nucleare

Paolo Scaroni, l'amministratore delegato di Eni, ha dichiarato che la sua società non ha intenzione di entrare nella partita del nucleare italiano, anche se considera la scelta fatta anni fa una pazzia.
"Prima di immaginare di riempire con mulini a vento località che non hanno vento - ha detto Paolo Scaroni durante il congresso Milano MedForum - e di coprire il nostro scarso territorio con pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni, bisogna esplorare tutte le strade per risparmiare energia".
" I quattro Paesi petroliferi del Nordafrica , quindi Egitto , Libia , Tunisia e Algeria , pur rappresentando meno del 5% della produzione mondiale di gas e petrolio , per noi rappresentano quasi il 35% della produzione - ha continuato Paolo Scaroni, ricordando che Eni ha investito 50 miliardi di dollari in 10 anni nell'area nordafricana, dando lavoro a più di 5.000 persone.

domenica 5 aprile 2009

La mia ricetta per la rivoluzione verde

Invece di giocare di rimessa sul Protocollo di Kyoto, il governo italiano dovrebbe accettare «fino in fondo» la sfida che propone l'Unione europea e puntare anche sul risparmio e sull’efficienza energetica per affrontare crisi economica e crisi climatica. Ne è convinto Roberto Della Seta, 50 anni, capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato, fino a fine 2007 presidente di Legambiente, che lanciando le proposte dell’opposizione in tema di energia dice: «Sul nucleare niente pregiudizi, ma analisi costi-benefici. Non serve né a superare la crisi né ad abbattere i costi».Parliamo di energia e clima. Cosa ci si aspetta dai negoziati in ambito Onu in corso fino all'8 aprile a Bonn, in vista della Conferenza di Copenaghen che a dicembre dovrebbe vedere la conclusione di un accordo globale in vigore dal 2013 su energia e riduzione delle emissioni?Da Bonn e dagli appuntamenti internazionali di questi giorni, a cominciare dal G20 che si è riunito a Londra, per continuare con la riunione che precederà il G8 della Maddalena e che si terrà a Washington alla fine di aprile promossa dal presidente Barack Obama, ci si aspetta che emerga la piattaforma del nuovo accordo globale per il rilancio degli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni. La novità deve essere il coinvolgimento in questi impegni delle grandi economie emergenti di Asia e America latina, quindi di Paesi non solo come Cina e India, ma anche come Brasile, Indonesia e Messico, da principio esclusi dal Protocollo di Kyoto e che invece ora devono assumere delle responsabilità nell’interesse di tutti. Se i mutamenti climatici proseguiranno al ritmo attuale avranno un costo economico che il Rapporto Stern ha quantificato nel 5% del Pil mondiale. C’è da dire che ci sono state due novità decisive negli ultimi 6 mesi che fanno ben sperare. La prima è la svolta nella posizione degli Stati Uniti, che con Barack Obama hanno messo la questione della lotta ai mutamenti climatici al centro del programma della nuova amministrazione. La seconda è che, al contrario di quanto si temeva con l’esplosione della crisi, tutti i grandi Paesi come Francia, Germania, Regno Unito oltre agli Usa hanno capito che puntare sulla green revolution, ovvero sul miglioramento dell’efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, conviene perché crea posti di lavoro, fa nascere imprese e serve a sostenere la domanda interna grazie ai risparmi delle famiglie sui costi dell’energia. Non le sembrano realistiche le preoccupazioni del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e di Confindustria relative a un eventuale aumento della disoccupazione a causa di obiettivi ambientali troppo gravosi per l’industria italiana? Sicuramente in un momento di crisi drammatico come quello attuale è necessario che tutte le politiche, su qualunque tema, siano compatibili con la necessità di non stressare il sistema produttivo. È un’analisi costi-benefici che può dire se un intervento è compatibile con le esigenze attuali del sistema produttivo oppure no. Invece il governo ha una posizione che è eufemistico definire timida, sostiene solo che in un momento così le imprese vanno sostenute direttamente, senza peraltro farlo concretamente. In realtà gran parte dell’industria italiana è di gran lunga più avanti. I settori più in difficoltà su sprechi energetici e trend di aumento delle emissioni sono altri: i trasporti, i consumi elettrici civili, la produzione dell’energia. Il vicepresidente di Confindustria Pasquale Pistorio, che da imprenditore è stato protagonista di quel grande caso di successo che è la Stmicroeletronics, multinazionale leader nel campo dei semiconduttori, racconta spesso come la sua azienda abbia nel giro di qualche hanno ammortizzato e alla fine guadagnato dagli investimenti fatti nel risparmio energetico. Direi che il governo e la maggioranza in Italia sono un’anomalia. Si tratta dell’unico caso di Destra europea che, oltre ad aver relegato ai margini i temi ambientali, teorizza che i cambiamenti climatici non esistono. Questa cose sono scritte nere su bianco in una mozione proposta dal Pdl che il Senato ha purtroppo appena approvato. (Da Finanza & Mercati)

Così le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’amministratore delegato Paolo Scaroni