Analisi McKinsey sulla direttiva 20-20-20 pubblicata dal Sole 24 Ore
Gli obiettivi del pacchetto clima ed energia della Ue, il cosiddetto «20-20-20», non saranno raggiunti. Anche immaginando tutti gli interventi possibili, perfino ipotizzando che entro una dozzina d'anni siriesca nell'improbabile impresa di avviare un primo reattore nucleare (la produzione di elettricità con centrali atomiche non emette anidride carbonica), nel 2020 l'Italia continuerà a diffondere nell'aria circa 45 milioni di tonnellate di CO2 di troppo. In cifre: 524 milioni di tonnellate emesse contro le 480 tonnellate massime chieste dall'Europa. Emerge da uno studio realizzato dalla McKinsey, commissionato da Enel e presentato ieri a Roma al convegno «Il contributo dell'Italia nella lotta al cambiamento climatico» organizzato da Confindustria.Quale la ricetta? Ovviamente, a un problema complesso non si risponde con una soluzione semplice come quella individuata dall'Unione europea.Soluzione semplicistica in stile Bruxelles: creare vincoli, bastonare le facili emissioni delle centrali elettriche e dei settori ad alta intensità di energia. Un contributo verrà dal nucleare (dice Simone Mori dell'Enel) e dalle nuove tecnologie di cattura delle emissioni. Ma si otterrebbero effetti migliori – conferma Edoardo Zanchini della Legambiente – lavorando sulle case degli italiani (25 milioni di tonnellate di CO2 in meno) per dare loro un isolamento termico migliore e caldaie più efficienti, oppure con automobili e camion che consumano meno carburante (25 milioni di tonnellate in meno nel settore dei trasporti). «Noi abbiamo sostenuto la detrazione fiscale del 55% per le case efficienti», ricorda Andrea Moltrasio, vicepresidente per l'Europa della Confindustria, e «quell'esperienza ci conferma che il vero strumento è l'incentivazione, invece delle tasse. Questo serve ad accelerare un comportamento che comunque il mondo farà tramite l'innovazione tecnologica».In effetti, il mondo vede più avanti di Bruxelles. Come nel caso del nuovo programma climatico degli Usa tratteggiato da Barack Obama: «Per non perdere il treno internazionale trainato dagli Stati Uniti la Ue deve subito utilizzare la clausola di revisione nel pacchetto clima ed energia », avverte Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente che da anni lavora con gli stessi esperti Usa oggi al vertice dell'Amministrazione Obama.
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venerdì 23 gennaio 2009
lunedì 8 dicembre 2008
Intervista a Wallace Broecker
(da Il Sole 24 Ore ) Il protocollo di Kyoto? Ineludibile, visto che l'effetto serra rischia davvero di ucciderci. Ma guai ad illudersi: soffiare nell'atmosfera un po' meno di anidride carbonica, qui da noi, non risolverà il problema. Perché nel frattempo India e Cina, da sole, ne aggiungeranno dieci, cento, mille volte di più. La soluzione? Aspirare la CO 2 e iniettarla nelle viscere nella terra. Oppure in fondo al mare. Si può.E si deve.«Subito»,ammonisce Wallace "Wally" Broecker, il guru della geo-climatologia che per primo, nell'ormai lontano 1975, ha lanciato l'allarme sugli sconquassi dell'effetto serra, traducendo in modelli previsionali le relazioni tra i mutamenti chimici degli oceani e il clima.Broecker, 77 anni, professore alla Columbia University, ha appena ricevuto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il premio Balzan 2008 per la scienza del mutamento climatico. Eni ed Enel lo hanno accoltoa Roma come un profeta.E promettono: in Italia la cattura della CO 2 sarà presto una realtà. Un sito sperimentale a Brindisi, un paio in Toscana e uno nel Veneto faranno da apripista.Broecker ci sprona. Ma con un altolà: la struttura tettonica della Penisola, con la sua sismicità, potrebbe rivelarsi inadatta a ospitare in sicurezza le enormi sacche di C0 2 che si verrebbero a creare. Ma poco importa: nulla impedisce, anzi tutto incoraggia, ottimi accordi italiani per catturare e seppellire la CO 2 ,globale e delocalizzata com'è, in qualunque altra parte del pianeta, acquisendo lo stesso,per noi e per i Paesi che collaboreranno, identiche quote Kyoto, come prevedono le regole del protocollo ambientale.Lei studia e insegna nel Paese che più consuma e più inquina, ma che non ha voluto aderire al protocollo di Kyoto. Non si sente a disagio?Un po' sì. L'amministrazione Bush ha commesso un colpevole errore. Il problema è noto da tempo.Ce ne accorgemmo già dopo l'ultima guerra mondiale.L'anidride carbonica saliva e cercammo di capire cosa stava succedendo. Mettemmo sotto osservazione innanzitutto la Groenlandia. Dal 1975 il fenomeno cominciò a essere evidente e oggi anche gli scettici hanno dovuto convenire sulla relazione strettissima tra il global warming e le emissioni di CO 2 .L'Europa si muove, anche se con molte incertezze. Gli Usa erano fermi, ma Obama promette di cambiare registro. Può farcela?Di questo passo non può farcela Obama e non ce la farà nessuno. Né gli Stati Uniti, né l'Europa, né l'Italia. Rispetto all'entità del problema, quel che si sta tentando di fare, e che oltretutto non riuscite a fare, rappresenta un granello nel mare. E così facendo anche il semplice controllo della crescita delle emissioni è un obiettivo irrealizzabile. Perché anche se i Paesi industrializzati riuscissero a controllare il fenomeno a casa loro, e non è affatto detto che ci riescano, nel frattempo quelli in via di sviluppo moltiplicheranno comunque le loro emissioni. Diventeranno rapidamente i principali produttori di CO 2 , più che annullando qualunque sforzo dei Paesi più sviluppati.Uno scenario apocalittico. Cosa propone?La sola soluzione realmente praticabile:togliere dall'atmosfera questa quantità crescente di CO 2 che comunque sarà emessae seppellirla in modo sicuro.La corsa alle rinnovabili? Il nuovo sviluppo del nucleare?Obiettivi necessari e condivisibili. Ma nulla di tutto ciò servirà a risolvere il problema senza azioni di ben altra portata. Nella migliore delle ipotesi tutte le energie che non emettono anidride carbonica potranno raggiungere al massimo il 30% del fabbisogno energetico, coprendo solo una parte della crescita tendenziale della richiesta. Nulla potrà a medio termine rimpiazzare davvero i combustibili fossili. Ecco, ripeto, l'unica soluzione: la cattura dell'anidride carbonica....
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lunedì 1 dicembre 2008
Bollette sotto controllo con il contratto giusto
Grandi manovre sulla bolletta energetica a partire dal prossimo anno: dal bonus per i meno abbienti agli sconti sul gas per le famiglie numerose o in condizioni disagiate, dal possibile blocco delle tariffe all'imminente effetto della flessione delle quotazioni petrolifere sui costi finali per l'utente. Se si prevedono cali per i prezzi del chi-lowattora e del metano, è anche vero che non bisogna allentare la tensione nella lotta quotidiana contro gli sprechi: l'energia è una risorsa limitata da utilizzare con attenzione. E con una serie di accorgimenti e comportamenti consapevoli si possono ridurre drasticamente i propri consumi e la relativa spesa....
...Le strategie anti-sprechi si possono suddividere in due grandi categorie: una riguardante la scelta, l'altra relativa all'utilizzo degli elettrodomestici. Per quanto riguarda l'acquisto, conviene evitare di aspettare che il vecchio apparecchio arrivi allo stadio terminale, quando sprecherà più elettricità e si dovrà scegliere nell'emergenza. Inoltre è opportuno guardare l'etichetta energetica, che rappresenta lo strumento per valutare i "costi di esercizio". E ricordarsi (in caso di difetti o vizi di conformità) che tutti questi prodotti godono della garanzia biennale. Quanto all'utilizzo,oltre a quelle specifiche dell'apparecchio e indicate in qualsiasi libretto di istruzioni, ci sono alcune regole generali: ad esempio, la temperatura (lavastoviglie e lavatrici possono assolvere la loro funzione anche a livelli non troppo alti), la manutenzione (da svolgere con regolarità e non solo in caso di guasti), la collocazione. Senza dimenticare, a fine utilizzo, lo spegnimento e la disattivazione, ove possibile, anche dello stand by: secondo recenti stime di Enel ed Eni, le luci che restano accese anche in modalità "attesa" o "spento", arrivano a rappresentare fino al 10% dei consumi totali di energia domestica.
(tratto da Il Sole 24 Ore)
...Le strategie anti-sprechi si possono suddividere in due grandi categorie: una riguardante la scelta, l'altra relativa all'utilizzo degli elettrodomestici. Per quanto riguarda l'acquisto, conviene evitare di aspettare che il vecchio apparecchio arrivi allo stadio terminale, quando sprecherà più elettricità e si dovrà scegliere nell'emergenza. Inoltre è opportuno guardare l'etichetta energetica, che rappresenta lo strumento per valutare i "costi di esercizio". E ricordarsi (in caso di difetti o vizi di conformità) che tutti questi prodotti godono della garanzia biennale. Quanto all'utilizzo,oltre a quelle specifiche dell'apparecchio e indicate in qualsiasi libretto di istruzioni, ci sono alcune regole generali: ad esempio, la temperatura (lavastoviglie e lavatrici possono assolvere la loro funzione anche a livelli non troppo alti), la manutenzione (da svolgere con regolarità e non solo in caso di guasti), la collocazione. Senza dimenticare, a fine utilizzo, lo spegnimento e la disattivazione, ove possibile, anche dello stand by: secondo recenti stime di Enel ed Eni, le luci che restano accese anche in modalità "attesa" o "spento", arrivano a rappresentare fino al 10% dei consumi totali di energia domestica.
(tratto da Il Sole 24 Ore)
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mercoledì 26 novembre 2008
L’ecodieta per abbattere il CO2
Non resistete alla tentazione di mangiare delle primizie a gennaio che vengono, magari, da un altro continente e hanno quindi un trasporto ad alto carico di CO2? Se proprio non riuscite a farne a meno, potete provvedere a riequilibriare la vostra "dieta" di CO2, proprio come fareste con una normale dieta alimentare.Come? scoprirlo è semplice: su www.ecodieta.it, ognuno di noi può sapere quante emissioni di CO2 sono legate ad ogni sua azione quotidiana e, soprattutto, come ridurle senza eccessivi sforzi o sacrifici. Solo con un po’ di attenzione in più, infatti, ognuno nel suo piccolo può contribuire a risolvere il problema del riscaldamento globale.L’obiettivo dell’ultima iniziativa di Enel nell’ambito del Progetto Ambiente e Innovazione, che dedica importanti risorse allo sviluppo di progetti innovativi per la salvaguardia dell’ambiente e delle energie rinnovabili, è sensibilizzare cittadini e consumatori sulla necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera ormai conosciuta da tutti come CO2 il gas ritenuto il principale responsabile dell’effetto serra e, quindi, dei cambiamenti climatici. Entrando nel sito www.ecodieta.it, si apriranno le porte di un appartamento virtuale: nelle varie stanze della casa si potranno simulare diverse attività come lavarsi, cucinare, accendere o spegnere gli elettrodomestici. All’esterno della casa si potranno invece utilizzare anche i diversi mezzi di trasporto. Al primo ingresso il visitatore sarà invitato a calcolare il livello medio di produzione di CO2 di una sua giornatatipo. E scoprirà, con molta sorpresa, che anche i suoi più piccoli gesti quotidiani sono sufficienti a immettere nell’atmosfera centinaia di chili l’anno di anidride carbonica.Grazie a un pratico "ecocalcolatore", messo a punto con la collaborazione di AzzeroCO2 una "esco" (Energy Service Company) specializzata nel neutralizzare le emissioni di gas serra grazie a progetti che utilizzano fonti rinnovabili, interventi di risparmio energetico e di forestazione in Italia e all’estero l’utente troverà tutta una serie di indicazioni per ridurre del 20% la sua produzione di CO2, lo stesso target già raggiunto da Enel.
da "Affari & Finanza"(La Repubblica)
vedi anche "DIALOGO FRA PAOLO SCARONI E ALAN J. HEEGER SULL’ IMPORTANZA DELL’ INNOVAZIONE E DELLA RICERCA"
da "Affari & Finanza"(La Repubblica)
vedi anche "DIALOGO FRA PAOLO SCARONI E ALAN J. HEEGER SULL’ IMPORTANZA DELL’ INNOVAZIONE E DELLA RICERCA"
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martedì 9 settembre 2008
Il successo del detersivo alla spina: «Paghi meno e aiuti l’ambiente»
Quando si dice «la forza dei numeri»: 6828 bottiglie di plastica in meno nei rifiuti, 914 chilogrammi di CO2 non emessi, 9900 Kw/h di energia risparmiati, 1638 litri d'acqua non sprecati.Sono i numeri del progetto «detersivi alla spina» che, da aprile scorso, ha coinvolto una decina di ipermercati di Roma affiliati alle catene Panorama, Auchan e Ipercoop. Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace: il consumatore la prima volta acquista un flacone da 1 litro (0,60 centesimi), da 2 litri (0,75 centesimi) o da 3 litri (0,85). Con quello si rifornirà tutte le volte di sapone liquido dal mega-dispencer, anche se assomiglia più che altro ad una pompa di benzina, montato nel supermarket.
Sono ormai tante le iniziative di enti pubblici e gruppi privati che inviato a un uso responsabile dei merci ed energie per promuovere la tutela ambientale, vedi i casi di Enel (Dai respiro all'ambiente) e di Eni ("30percento") di Paolo Scaroni
Sono ormai tante le iniziative di enti pubblici e gruppi privati che inviato a un uso responsabile dei merci ed energie per promuovere la tutela ambientale, vedi i casi di Enel (Dai respiro all'ambiente) e di Eni ("30percento") di Paolo Scaroni
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