lunedì 3 dicembre 2012
Il buco dell'ozono non è mai stato così piccolo
Il buco dell'ozono si sta riducendo: è la buona notizia che arriva dalla NASA e dall’Agenzia Americana per l’Atmosfera e gli Oceani (NOAA), i cui satelliti monitorano incessantemente lo stato di salute del Pianeta. Il merito, spiegano gli scienziati, è dell’aumento della temperatura degli strati più bassi dell’atmosfera (la stratosfera), la zona in cui l’ozono si dissolve a contatto con i raggi ultravioletti emanati dal sole. In generale, stando alle rilevazioni effettuate dai satelliti americani, il 2012 è “partito bene”, registrando dimensioni del buco dell’ozono ben al di sotto dei pericolosi picchi dei decenni passati. In media il diametro del buco è stato di 17,9 milioni di kmq, con un picco registrato il 22 settembre scorso quando l’ampiezza aveva raggiunto i 21,2 milioni di kmq (pari a Canada, Stati Uniti e Messico messi insieme). Una dimensione che, secondo le rilevazioni NASA, è la seconda più piccola negli ultimi 20 anni. Un dato decisamente più basso rispetto al picco record di quasi 30 milioni di kmq registrata il 6 settembre 2000. “Il buco dell'ozono è causato principalmente dal cloro prodotto dagli impianti industriali e i livelli di questa sostanza sono ancora rilevabili nella stratosfera antartica”, ha spiegato Paul Newman, scienziato del centro “Goddard Space Flight” della NASA specializzato nei fenomeni atmosferici. “Quest'anno – ha aggiunto - le naturali fluttuazioni atmosferiche hanno portato a riscaldare la stratosfera e queste temperature più alte hanno portato a ridurre il buco dell'ozono”. Solo un fenomeno naturale, dunque, dai benefici effetti, perciò lo scudo che protegge la Terra, trattenendo quasi il 99% delle pericolose radiazioni ultraviolette che provengono dal Sole, si è notevolmente ingrandito. D’altra parte, anche il “buco dell’ozono”, cioè la diminuzione dello spessore dello strato di ozono che si trova nella stratosfera e che ci protegge, appunto, dai raggi ultravioletti, è un fenomeno naturale e temporalmente limitato alla stagione primaverile nelle regioni polari. O meglio, sarebbe un fenomeno temporalmente limitato e naturale se non intervenisse il venefico effetto dell’Uomo. La NASA, che monitora il buco nell’ozono sull’Antartide fin dagli anni Settanta, rilevò da subito un graduale allargamento del buco. A partire dagli anni Ottanta infatti - spiega Newman - si è osservato che accanto a questo fenomeno naturale alcuni gas artificiali come i clorofluorocarburi (Cfc) contribuiscono all’assottigliamento dello strato di ozono, diminuendo le difese naturali di Gea. Da allora il fenomeno è costantemente monitorato. Secondo gli scienziati americani però non sarà possibile tornare alla situazione precedente gli anni Settanta prima del 2065. Quando le proiezioni dicono che il costante e graduale abbattimento dei gas-serra, cioè i gas che aggrediscono l’ozono, potrà far tornare il sereno sull’Antartide.
lunedì 22 ottobre 2012
Siemens si dedica alle rinnovabili
Siemens prevede il disinvestimento dal solare e attualmente sono in corso colloqui con potenziali acquirenti. Siemens concentrerà sull'eolico e l'idroelettrico le proprie attività nell'ambito delle energie rinnovabili. Conseguentemente, il Settore Energy viene ridimensionato e la divisione Solar & Hydro cessa l'attività. La focalizzazione sulle attività principali è uno dei cinque punti definiti nel Programma 2014.
Il contesto di riferimento variato, la crescita del settore viepiù rallentata e una sempre maggiore pressione sui prezzi nel mercato del solare, hanno modificato le aspettative della società, rendendole progressivamente sempre meno soddisfacenti. "Il mercato globale del solare a concentrazione segna oggi un drastico calo da quattro gigawatt a poco più di un gigawatt. In questo contesto, quindi, sono le aziende specializzate ad essere in grado di massimizzare gli sforzi" ha dichiarato Michael Süß, membro del Managing Board di Siemens AG e CEO del Settore Energy. Siemens, inoltre, intende separare le attività nel campo del fotovoltaico da quelle inerenti la divisione Solar & Hydro, e sta portando avanti colloqui per la vendita di queste attività. Siemens continuerà a garantire l'offerta di prodotti per gli impianti solari termici e fotovoltaici, come ad esempio turbine vapore, generatori, tecnologie per le reti, e sistemi di controllo, che sono prodotti al di fuori della divisione Solar & Hydro.
Il contesto di riferimento variato, la crescita del settore viepiù rallentata e una sempre maggiore pressione sui prezzi nel mercato del solare, hanno modificato le aspettative della società, rendendole progressivamente sempre meno soddisfacenti. "Il mercato globale del solare a concentrazione segna oggi un drastico calo da quattro gigawatt a poco più di un gigawatt. In questo contesto, quindi, sono le aziende specializzate ad essere in grado di massimizzare gli sforzi" ha dichiarato Michael Süß, membro del Managing Board di Siemens AG e CEO del Settore Energy. Siemens, inoltre, intende separare le attività nel campo del fotovoltaico da quelle inerenti la divisione Solar & Hydro, e sta portando avanti colloqui per la vendita di queste attività. Siemens continuerà a garantire l'offerta di prodotti per gli impianti solari termici e fotovoltaici, come ad esempio turbine vapore, generatori, tecnologie per le reti, e sistemi di controllo, che sono prodotti al di fuori della divisione Solar & Hydro.
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giovedì 11 ottobre 2012
Valerio Natalizia eletto vice presidente di ANIE Energia
Valerio Natalizia, direttore generale e amministratore delegato di SMA Italia, è stato eletto vice presidente di ANIE Energia e rappresentante per il fotovoltaico nella Giunta di Federazione ANIE. Classe 1974 e laurea in Ingegneria, Valerio Natalizia vanta una lunga esperienza e ruoli di grande prestigio nell'industria italiana delle energie rinnovabili. Natalizia e' infatti dal 2011 Presidente di ANIE- GIFI, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane aderente a Confindustria ANIE, e dal 2005 alla guida di SMA Italia, la filiale italiana del primo produttore mondiale di inverter, SMA Solar Technology AG. ''Credo che la mia nomina confermi la crescente importanza del fotovoltaico nella produzione energetica nazionale e rappresenti un ulteriore passo verso la completa integrazione e partecipazione del settore nel sistema elettrico nazionale.'' ha dichiarato Valerio Natalizia. ''La mia presenza all'interno del consiglio direttivo di ANIE-Energia denota un forte cambiamento nella percezione delle energie rinnovabili in generale e del fotovoltaico in particolare: a oggi il fotovoltaico contribuisce al 5,48% della produzione elettrica nazionale con quasi 16 GWp di potenza installata. Portare avanti questa tendenza, con l'obiettivo di una piena competitivita' del settore fotovoltaico in un mercato energetico libero e integrato a livello comunitario, e' una delle mie priorita' in questa nuova avventura
martedì 2 ottobre 2012
Salvatore Sardo: l'importanza della ricerca sulle rinnovabili
Salvatore Sardo, in occasione della presentazione della Eni Chair in Energy Markets (vd post "Energy Markets: una nuova cattedra in Bocconi in collaborazione con Eni", ha parlato dell'importanza della collaborazione con il mondo accademico e delle attività di ricerca e sviluppo del know-how
per la crescita del business nel settore oil & gas.
"Nel campo della ricerca e dello sviluppo - ha ricordato Salvatore Sardo - Eni possiede un portafoglio brevettuale complessivo di circa 8.000 brevetti e domande di brevetto, che proteggono oltre 1.000 invenzioni, frutto delle attività di ricerca svolte all’interno della società, sia in campo core sia nel settore delle energie rinnovabili.
Su questi temi nel Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Eni-Donegani di Novara circa 150 tra ricercatori, tecnici e staff si applicano - anche in collaborazione con Università e centri di ricerca italiani, europei e statunitensi – e studiano nuove opportunità per l'utilizzo su larga scala dell'energia solare e delle biomasse, che Eni ritiene rappresentino le fonti rinnovabili con maggiori potenzialità di utilizzo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico."
Salvatore Sardo ha ricordato anche "Eni Award, che, con una dotazione annuale di 850.000 €, premia le più avanzate ricerche nei campi del migliore utilizzo delle fonti energetiche, della protezione ambientale e della valorizzazione delle energie rinnovabili."
Salvatore Sardo ha infine citato le nomerose collaborazioni di Eni con il mondo accademico, "per sviluppare un efficace network nazionale e internazionale con le Università di eccellenza". "La maggior parte delle collaborazioni con il mondo accademico (complessivamente circa 400 tra Italia ed estero) riguarda progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica nel settore oil & gas, l’ambiente e le energie rinnovabili."
Il testo integrale dell'intervento di Salvatore Sardo è scaricabile dal sito Eni.
"Nel campo della ricerca e dello sviluppo - ha ricordato Salvatore Sardo - Eni possiede un portafoglio brevettuale complessivo di circa 8.000 brevetti e domande di brevetto, che proteggono oltre 1.000 invenzioni, frutto delle attività di ricerca svolte all’interno della società, sia in campo core sia nel settore delle energie rinnovabili.
Su questi temi nel Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Eni-Donegani di Novara circa 150 tra ricercatori, tecnici e staff si applicano - anche in collaborazione con Università e centri di ricerca italiani, europei e statunitensi – e studiano nuove opportunità per l'utilizzo su larga scala dell'energia solare e delle biomasse, che Eni ritiene rappresentino le fonti rinnovabili con maggiori potenzialità di utilizzo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico."
Salvatore Sardo ha ricordato anche "Eni Award, che, con una dotazione annuale di 850.000 €, premia le più avanzate ricerche nei campi del migliore utilizzo delle fonti energetiche, della protezione ambientale e della valorizzazione delle energie rinnovabili."
Salvatore Sardo ha infine citato le nomerose collaborazioni di Eni con il mondo accademico, "per sviluppare un efficace network nazionale e internazionale con le Università di eccellenza". "La maggior parte delle collaborazioni con il mondo accademico (complessivamente circa 400 tra Italia ed estero) riguarda progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica nel settore oil & gas, l’ambiente e le energie rinnovabili."
Il testo integrale dell'intervento di Salvatore Sardo è scaricabile dal sito Eni.
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